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Separazione e divorzio: le differenze

2021-03-22 11:19

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Separazione e divorzio: le differenze

Separazione e divorzio: le differenzeLa differenza principale è la seguente: con la separazione marito e moglie diventano coniugi separati.Ciò vuol di

 

 

 

 

 

 

 

Separazione e divorzio: le differenze

La differenza principale è la seguente: con la separazione marito e moglie diventano coniugi separati.

Ciò vuol dire:

–  che essi non devono più rispettare i doveri coniugali;
–  sono liberi di porre fine alla convivenza sotto lo stesso tetto;
– non devono più rispettare il dovere di fedeltà;
–  non sono più tenuti a collaborare nell’interesse della famiglia;
– non sono più obbligati a prestare assistenza morale e materiale all’ altro.

Ciò nonostante, dopo la separazione si rimane coniugi, e dunque non ci si può risposare.

Con il divorzio, invece, il matrimonio si scioglie.

È come se il film della cerimonia nuziale venisse proiettato al contrario.
La moviola riporta i due ex al momento in cui non erano ancora sposati; non c’è più un marito e non c’è più una moglie. Con il divorzio, dunque, tutto torna come prima del matrimonio. Vedremo in realtà che qualcosa del matrimonio che fu rimane in piedi.

Dunque, con la separazione rimango coniuge separato, con il divorzio divento ex coniuge.

Ma, attenzione: se il matrimonio è stato celebrato in chiesa, a venire meno sono gli effetti civili del matrimonio. In parole povere, il vincolo coniugale viene meno per lo Stato ma non per la Chiesa.

 

Da questa differenza fondamentale ne derivano altre che passo ad elencare:

a) i coniugi separati possono riconciliarsi. Riconciliarsi vuol dire ricominciare a vivere sotto lo stesso tetto. Con il divorzio pure, ma per tornare proprio come prima, si dovrà convolare di nuovo a nozze con l’ex coniuge;

 

b) il coniuge separato può ottenere un assegno di mantenimento, se è economicamente più debole. L’assegno di mantenimento dovrebbe permettere di continuare a godere del tenore di vita precedente. L’ex coniuge potrà invece ottenere un altro tipo di assegno, ovvero l’assegno di divorzio. Questo assegno ha una funzione un po’ diversa dall’assegno di mantenimento. In pratica, per ottenerlo occorrerà provare che l’inferiorità economica del richiedente è dovuta al fatto che l’altro ha potuto progredire nella carriera grazie alle rinunce del primo.
Facciamo un esempio. Una donna laureata rinuncia, durante il matrimonio, alla propria carriera e rimane a casa per allevare i figli. Il marito è libero, così, di dedicarsi alla propria attività e riesce a realizzarsi economicamente.
Nel divorzio, quella moglie potrà chiedere e ottenere l’assegno di divorzio.
Ma se quella stessa moglie avrà portato avanti le proprie aspirazioni sul lavoro, l’assegno divorzile non sarà scontato.

 

c) L’ex coniuge economicamente più forte potrebbe evitare di versare l’assegno di divorzio corrispondendo una somma di denaro in unica soluzione. È questa la “liquidazione una tantum”, che viene cioè corrisposta una volta soltanto nella vita. In questo modo, chi la riceve non potrà più pretendere alcun mantenimento. Chi verserà questa somma potrà contare sulla certezza di non incappare in altre richieste future di mantenimento.

 

d) al coniuge separato spetta la pensione di reversibilità (sempreché l’altro, al momento della morte, percepisse una pensione).

Secondo l’ INPS la reversibilità spetta soltanto se il coniuge superstite percepiva l’assegno di mantenimento. La Cassazione, però, ha chiarito che la pensione di reversibilità spetta anche se non esisteva un assegno di mantenimento. Il diritto alla reversibilità spetta anche in caso di divorzio purchè il ricevente fosse titolare dell’assegno di divorzio. La reversibilità si perde se ci si sposa una seconda volta. Inoltre, se l’ex coniuge deceduto si era risposato, la pensione andrà ripartita tra coniuge ed ex coniuge superstiti;

 

e) il coniuge separato non ha diritto ad alcuna quota del TFR (trattamento di fine rapporto) liquidato all’altro. Tale diritto spetta, invece, all’ex coniuge, alle seguenti condizioni:
-la sentenza di divorzio deve essere diventata definitiva cioè non più modificabile
– il richiedente deve essere titolare dell’assegno di divorzio e non  deve essersi risposato;

 

f) il coniuge separato avrà diritto all’eredità del coniuge defunto. Questo diritto rimane anche nel caso in cui il coniuge defunto abbia fatto testamento escludendo l’ex. Con il divorzio, invece, vengono meno tutti i diritti ereditari. Questo perchè, come abbiamo visto, il vincolo matrimoniale si scioglie. E’ dunque evidente che il divorzio conviene a chi ha un patrimonio significativo che non vuol lasciare all’ex.

 

Quando si può chiedere il divorzio?

L’obbligo di separarsi per poter divorziare è una peculiarità del sistema italiano. Negli altri ordinamenti, infatti, la crisi coniugale sfocia direttamente nel divorzio. Questo ha fatto molto discutere in Italia. La necessità di semplificare il cammino verso lo scioglimento del vincolo matrimoniale ha portato ad una nuova legge.

Così, dal 2015, il tempo che deve intercorrere tra separazione e domanda di divorzio è stato ridotto. Non sono più necessari tre anni ma bastano sei mesi o un anno, a seconda dei casi.

Precisamente:
– se i coniugi si sono separati consensualmente, bastano sei mesi.
– se, invece, la separazione è stata giudiziale, deve passare un anno dalla prima udienza davanti al giudice. In ogni caso, poi, si deve attendere la sentenza, anche se questa arriva oltre l’anno suddetto.

Il sistema, dunque, non è ancora così veloce e snello come in altri Paesi, ma si è fatto un passo avanti.

Può succedere che i coniugi,  al momento della separazione, sono già decisi a divorziare. In questo caso, si può predisporre il doppio passaggio in modo da ridurre al minimo i tempi dell’intero iter. 

 

Separazione e divorzio con figli

Bene, cerchiamo ora di capire se tutto quello che abbiamo visto sopra vale anche se ci sono dei figli, soprattutto figli minorenni.

Ora, i diritti dei figli sono garantiti dalla legge qualunque sia il rapporto tra i genitori.

In altre parole, che genitori si separino o divorzino o pongano fine ad una convivenza, per i figli non fa differenza alcuna. Entrambi i genitori dovranno, infatti, continuare ad occuparsi di loro. E i criteri per stabilire quale dovrà essere l’ammontare dell’impegno economico per il mantenimento dei figli non cambierà nella separazione e nel divorzio.

Lo stesso va detto per quanto riguarda il diritto dei figli di continuare a vivere nella ex casa familiare. Trattandosi di un diritto dei figli, esso non può essere condizionato dal fatto che i genitori si separino o divorzino.

 

Differenza tra separazione e divorzio con figli

Vediamo se ci sono comunque differenze tra la separazione con figli e il divorzio con figli.

Dal punto di vista del diritto, come appena detto sopra, non c’è alcuna differenza. È però evidente che se l’obiettivo è di arrivare ad un accordo, in presenza di figli la trattativa sarà più complessa ed impegnativa. Così, se per esempio, si  dovrà decidere sia l’assegno di divorzio sia il mantenimento per i figli, è evidente che la discussione potrà essere più complessa. Spetterà al bravo avvocato divorzista ricercare il giusto punto di equilibrio..

 

Divorzio e separazione: costi

Una delle domande più frequenti oggi è la seguente: quanto costa separarsi? Quanto costa divorziare?

Questa domanda è sempre più frequente e ovviamente comprensibile; con la crisi economica legata all’emergenza Covid 19 ancor più.

Prima di tutto va detto che i costi sono diversi per l’iter consensuale e per quello giudiziale.

 

La separazione consensuale costa molto meno della separazione giudiziale. La prima, infatti, è un accordo. La seconda è una causa.

Idem per il divorzio.

Un divorzio congiunto costa molto meno di un divorzio contenzioso. Il primo è un accordo. Il secondo è una causa.

Molto meglio trovare un accordo, in tutti i casi.

Certo, vi sono situazioni molto difficili e dolorose dove un accordo non si può trovare. Ma anche nei casi peggiori l’accordo potrebbe intervenire durante la causa. 

All’interno poi delle due opzioni viste sopra, consensuale o giudiziale, vi possono essere grandi differenze tra un caso e l’altro. Pertanto, scrivere qui quanto costa, oltre che impossibile, non sarebbe corretto.

Ogni caso va valutato per quello che è. Dopo questa che sarà possibile preventivare dopo aver valutato tutte le caratteristiche del caso concreto.

 

Il preventivo viene stilato insieme all’interessato durante il primo colloquio gratuito.

In questo modo riusciamo a tarare il costo dell’assistenza senza chiedere al cliente più di quello che è giusto per un’assistenza competente, modellata su misura.

 

Separazione e divorzio: tempi

Vediamo adesso i tempi necessari per separarsi e per divorziare.

Anche qui, come per i costi, bisogna fare delle distinzioni.

Di sicuro, per la separazione consensuale i tempi sono molto più brevi rispetto alla separazione giudiziale.

Per dare un ordine di grandezza, la separazione consensuale si conclude:

– in 4-6 mesi se viene seguita la modalità tradizionale.
–  in un mese, un mese e mezzo, se si procede con la negoziazione assistita.

La separazione giudiziale si conclude:

– in 1-3 anni. La durata effettiva dipende da vari fattori.

Così, molto dipende dal carico degli uffici giudiziari. I tribunali delle diverse città hanno tempi differenziati. Poi ci sono le complicazioni che possono insorgere durante il percorso. All’opposto si possono verificare anche delle facilitazioni, come per es. il trovare un accordo durante la causa. Ci sono poi i casi più complessi. Questi si hanno soprattutto in presenza di un forte conflitto tra i coniugi per quanto riguarda i rapporti con i figli, e durano anche anni.

 

Separazione e divorzio durante l’emergenza Covid 19

Sulla stampa è apparsa la notizia che durante l’emergenza Coronavirus le separazioni e i divorzi si possono fare per lettera racc.ta.

Questo non è affatto vero. 

Pensiamo, infatti, al caso del coniuge in grado di imporre la propria volontà all’altro. Chi tutelerebbe il coniuge più debole?

La notizia vera è un’altra.

Fino al 30 Giugno sarà possibile procedere a separazione consensuale senza comparire davanti al Giudice.

Una volta raggiunto l’accordo, gli avvocati lo depositano telematicamente al Tribunale.

Questo vale anche per il divorzio congiunto.

Il Tribunale fissa un’udienza alla quale nessuno dovrà presentarsi fisicamente.

Almeno 24 ore prima dell’udienza gli avvocati depositeranno una dichiarazione con cui le parti dichiarano:

-di essere state informate della possibilità di procedere in alternativa alla presenza fisica ;

– di avere aderito a questa modalità consapevolmente;

– di non volersi riconciliare;

– di volere l’accordo trasmesso al tribunale.

 

Quindi, il Tribunale procede alla ratifica dell’accordo.

 

Separazione e divorzio con la negoziazione assistita

Di sicuro, la via più veloce è quella della negoziazione e assistita. Si tratta di un accordo che porta alla separazione consensuale.

In pratica, la separazione consensuale viene conclusa davanti agli avvocati. Non si passa più dal tribunale.

La separazione con negoziazione assistita viene anche chiamata separazione veloce separazione semplice. E lo stesso dicasi per il divorzio. Infatti il tempo è ridotto al punto che l’intera procedura può concludersi anche nell’arco di un mese soltanto.

Un mese è il termine minimo indicato dalla legge, non meno.

 

Il nostro CAF favorisce la negoziazione assistita. E questo perchè è il modo più veloce e più moderno che due coniugi possono utilizzare per separarsi o per divorziare.

Il nostro consulente legale è a disposizione per una consulenza.

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