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RESIDENZA

2020-11-30 17:13

avv. Damiano Rubbino

CAF, CAF, RESIDENZA,

RESIDENZA

Cos’è la residenza? Secondo l’articolo 43 del Codice civile, la residenza è il luogo in cui un cittadino vive in maniera stabile e duratura.

 

 

 

 

Cos’è la residenza?

Secondo l’articolo 43 del Codice civile, la residenza è il luogo in cui un cittadino vive in maniera stabile e duratura. Si tratta della sua abituale dimora che si caratterizza per la presenza di due elementi: l’elemento oggettivo della permanenza e l’elemento soggettivo dell’intenzione di abitarvi stabilmente, tenendo in considerazione le proprie consuetudini di vita e lo svolgimento delle normali relazioni sociali. Ovviamente, ciò non vuol dire che se decidi di fissare la tua residenza in una città, debba rimanerci in eterno, ma devi viverci con una certa continuità per un periodo prevalente dell’anno.

 

 

Pertanto, il luogo di residenza viene scelto considerando le proprie esigenze familiari e lavorative.

 

La residenza deve essere dichiarata all’ufficio anagrafe del Comune in cui risiedi. Quando la dimora abituale viene spostata in un altro Comune oppure dall’estero in Italia si ha il cosiddetto cambio di residenza.

 

Il cambio di residenza deve essere comunicato all’ufficiale dell’anagrafe del Comune di destinazione, il quale provvederà ad inoltrare la richiesta di cancellazione al Comune di provenienza.

 

Domicilio, dimora e residenza: quali sono le differenze?

Che differenza c’è tra residenza, dimora e domicilio? La residenza è il luogo in cui la persona fissa la sua esistenza, soprattutto per ciò che attiene i suoi rapporti personali.

 

Il domicilio è il luogo in cui una persona fissa i propri affari e interessi, quindi tutti quei rapporti che hanno una valenza giuridicamente patrimoniale, ragion per cui si tende a dire che è possibile stabilire più di un domicilio, mentre di residenza ce n’è una sola. In alcuni casi, il domicilio è conseguenza della legge (ad esempio, è il caso del minore domiciliato presso i propri genitori).

 

 

La dimora è, invece, il luogo in cui si risiede occasionalmente (non di passaggio), per un arco di tempo limitato e circoscritto.

 

Che differenza c’è tra cambio di residenza e cambio di abitazione?

Ora che hai capito qual è la differenza tra residenza, dimora e domicilio, passiamo ad un’altra importante distinzione. Mi riferisco a quella che intercorre tra il cambio di residenza e il cambio di abitazione.

 

Come ti ho già anticipato nei paragrafi precedenti, si parla di cambio di residenza nel momento in cui la dimora abituale viene spostata in un altro Comune oppure dall’estero in Italia. Parliamo, invece, di cambio di abitazione, quando un soggetto si trasferisce da un’abitazione all’altra all’interno dello stesso Comune.

 

Chi può chiedere il cambio di residenza?

Per effettuare il cambio di residenza, devi essere regolarmente iscritto presso l’ufficio anagrafe di un Comune italiano oppure presso l’Anagrafe italiano residenti all’estero (Aire). Inoltre, puoi fare il cambio residenza se risulti irreperibile dalla stessa anagrafe di un Comune situato nel territorio italiano.

 

 

Puoi presentare la dichiarazione di cambio residenza a patto che tu abbia raggiunto la maggiore età. In tal caso, puoi fare la richiesta anche per il tuo intero nucleo familiare, purché sia responsabile degli altri soggetti appartenenti allo stesso nucleo a titolo di genitore, di tutore oppure se ricopri un altro ruolo di responsabilità.

 

Cambio di residenza: quali sono i documenti necessari?

Nella dichiarazione di cambio residenza, occorre indicare:

 

i dati anagrafici completi di ogni componente del nucleo familiare;

i dati della patente e delle targhe dei veicoli intestati.

Per cambiare residenza, scarica l’apposito modulo dal sito web del Comune di destinazione. In alternativa, puoi recarti presso lo sportello dell’ufficio relazioni con il pubblico e compilarlo personalmente.

 

Una volta compilato in ogni sua parte, il modulo deve essere sottoscritto dall’interessato e dai componenti maggiorenni insieme ai quali ci si trasferisce. Ad esso, bisognerà allegare i documenti di identità di ciascun componente (anche minorenne).

 

Qualora l’immobile in cui hai deciso di trasferirti non è di tua proprietà, dovrai allegare la copia del titolo che te ne consente il godimento (ad esempio, la copia del contratto di locazione) oppure una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che ne attesti la disponibilità.

 

 

Come presentare la dichiarazione di cambio residenza?

Pronta tutta la documentazione necessaria, puoi presentare la dichiarazione di cambio residenza (con i documenti allegati) presso il nuovo Comune di residenza. Come? Puoi optare per diverse modalità:

 

puoi recarti personalmente all’ufficio anagrafe;

puoi inviare una lettera raccomandata all’ufficio anagrafe;

puoi recarti in un CAF che abbia il servizio;

puoi inoltrare un messaggio di Posta elettronica certificata (Pec).

 

 

Scarica il modulo con la dichiarazione di residenza e compilalo in ogni sua parte. Poi, procedi con la sottoscrizione del modello di dichiarazione di residenza attraverso la firma digitale. In alternativa, puoi identificarti con la carta di identità elettronica oppure con la carta nazionale dei servizi.

 

 

Cambio residenza: quali sono i tempi?

Se hai intenzione di cambiare casa, devi presentare la dichiarazione di cambio residenza entro 20 giorni dal tuo trasferimento nella nuova abitazione. Puoi presentare l’istanza, recandoti personalmente allo sportello oppure inoltrando la comunicazione tramite posta elettronica, fax o raccomandata. Il cambio di residenza diventa effettivo entro due giorni dal ricevimento della domanda da parte dell’ufficio anagrafe.

 

Se sei un cittadino straniero, puoi richiedere un cambio residenza presentando, all’atto della domanda, un regolare permesso di soggiorno.

 

Cambio residenza: quali sono i controlli del Comune?

A seguito del cambio di residenza, entro i 45 giorni successivi, il Comune di destinazione svolge dei controlli. Come mai? Per accertare la veridicità di quanto hai dichiarato e verificare l’abitualità della dimora, ricorrendo all’ausilio della polizia locale. Spesso, alcuni furbetti tentano di ricorrere a certe operazioni allo scopo di aggirare la legge e pagare meno tasse.

 

 

Se non vieni trovato in casa, i vigili urbani provvederanno ad intervistare i tuoi vicini.

 

Dopo i 45 giorni, gli accertamenti potranno concludersi con il silenzio assenso oppure con un provvedimento di rigetto e con la segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza e al Comune di provenienza. Se non hai ricevuto alcuna richiesta di integrazione della dichiarazione né alcuna comunicazione a proposito degli accertamenti effettuati, la pratica è completa.

 

Qualora dovessero mancare alcuni dati in fase di compilazione del cambio di residenza, hai 90 giorni di tempo a disposizione per comunicarli al Comune.

 

Quali sono i costi da sostenere per il cambio di residenza?

A seguito della dichiarazione di cambio di residenza, si procede alla cancellazione dall’anagrafe della popolazione del Comune di provenienza e all’iscrizione in quella del Comune di destinazione. In genere, per queste operazioni non dovresti spendere nulla.

 

Tuttavia, alcuni Comuni prevedono un costo per diritti di segreteria, nel caso in cui la procedura sia effettuata fisicamente presso i loro uffici. 

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